La restrizione idrica è raccomandazione normalmente fornita ai pazienti scompensati. nello studio FRESH-UP essa non ha migliorato gli outcome clinici nei pazienti ma lo studio presenta limitazioni.
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Cardiologo clinico da 50 anni, a nessun scompensato ho mai suggerito di bere “meno acqua”. Si beve acqua secondo la sete,
come da buon senso clinico e non solo.
Già il paziente è malato, ai vari sintomi gli aggiungiamo pure la sete?
Non ho mai visto una prescrizione medica – cardiologica scritta che inviti uno scompensato a “bere meno acqua”.
P.S.
Cardiologia a parte, qual’è la patologia medica che prevede una restrizione idrica persistente?
Grazie e cordiali saluti, Francesco Fiorista
Francesco grazie del tuo commento. In ambito internistico, mi sento di dire che diverse volte ho visto, e talora ho dato al paziente, indicazione a restrizione idrica.
Rimanendo in ambito internistico, sicuramente la cirrosi epatica e la malattia renale avanzata sono situazioni in cui si dà indicazione a restrizione idrica.
Grazie ancora del commento e della presenza.
ampiamente d’accordo
Grazie del tuo commento
Lo studio è sicuramente in accordo con le teorie del ministro Lollobrigida che consiglia un bicchiere di vivo rosso di qualità. Purtroppo anche il vino contiene H2O. Un saluto a tutti con simpatia. Giovanni N.
Carissimo Giovanni, come non brindare con simpatia al tuo commento?
Comunque, la quantificazione dell’introito idrico è resa ulteriormente meno semplice anche in quanto parzialmente legata al tipo di alimentazione del paziente.
Grazie per la tua attenzione ad Heartzone e la tua partecipazione!