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Infarto con o senza SMuRF: di cosa stiamo parlando?

I fattori di rischio standard e modificabili (SMuRF) come ipertensione, diabete, fumo, elevato colesterolo, obesità, non sono sempre presenti nei pazienti con infarto. L’assenza di SMuRF non sembra impattare negativamente sulla prognosi del paziente.

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4 commenti su “Infarto con o senza SMuRF: di cosa stiamo parlando?”

    1. Mauro Molteni

      Caro Eugenio, grazie per la domanda. È molto verosimile che esista una correlazione Tra SMURF less e PCR, nel senso che qualsiasi processo infiammatorio cronico favorisce la trombosi e gli infarti SMURF less sono più frequenti nei pazienti con patologia infiammatoria cronica. Gli studi con colchicina, anche se i risultati di questi non sono stati tutti omogenei, ed un grande studio di qualche anno fa fatto con Anakinra, inibitore del recettore dell’interleuchina-1, in pazienti con precedenti eventi coronarici, hanno dimostrato la possibilità di prevenire eventi cardiovascolari, e nei pazienti trattati, rispetto a placebo, la PCR si riduceva. Non esistono sotto analisi di questi studi che hanno preso in considerazione i pazienti SMURF e quelli SMURF less, ma è molto probabile che l’infiammazione cronica, di cui la PCR rappresenta un Proxy, abbia un ruolo importante nell’aterogenesi non correlata ai principali fattori di rischio cardiovascolari.
      Grazie ancora per la domanda e per l’attenzione.

      1. Mauro Molteni

        Caro Eugenio, esiste un unico lavoro, cellule di cavia, che dimostra una soppressione diretta, da parte di GLP-1 RA, sull’inflammosoma NLRP3. Cosa questo possa significare in arrivo non è noto.
        Si possono fare sicuramente alcune considerazioni: le cellule immunitarie presentano recettori per GLP-1, i GLP-1 hanno la capacità di rimodulare il fenotipo dei macrofagi, dal fenotipo M1 Pro-infiammatorio a quello M2 antinfiammatorio, i GLP-1 RA riducono la PCR e riducono il rischio cardiovascolare. Questi ultimi due aspetti sembrerebbero apparentemente slegati dall’entità della perdita di peso corporeo, ma al momento è difficile dirlo. Sicuramente, inducendo un bilancio energetico negativo, riducono la massa di posa e soprattutto le dimensioni degli adipociti, comportando meno accumulo di acidi grassi. Questo è sicuramente il presupposto per ridurre l’infiammazione legata all’eccesso di adiposità.
        Quanto la riduzione di PCR e più in generale dell’infiammazione cronica di basso grado sia da attribuire ad un’azione specifica dei GLP-1RA su questo inflammosoma o su altri è molto difficile dirlo allo stato delle cose. Gli SGLT2 inibitori hanno sicuramente un’azione molto più diretta sui meccanismi antinfiammatori, per esempio sulla via di NFkB e NLRP3.
        Comunque se ti interessasse, ti allego gli estremi dell’articolo cui accennavo prima, GLP-1 RA e NLRP3.
        Grazie sempre per l’interesse dimostrato

        J Int Med Res. 2021 Feb 27;49(2):0300060521992981. doi: 10.1177/0300060521992981

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