Vai al contenuto

Ma è vero che il caffè fa alzare i livelli di colesterolo?

È noto da tempo che il caffè può far aumentare i livelli di colesterolo. La sua preparazione ed in particolare la sua filtrazione sembrerebbero decisivi. L’impatto sulla mortalità e sulla morbilità cardiovascolare dei caffè meno filtrati (come l’espresso) sembrerebbe esserci e sarebbe diverso negli uomini e nelle donne.

Il sito HeartZone.it è riservato alla Classe Medica. Questo contenuto è riservato agli utenti registrati. Effettua il login con il tuo profilo oppure registrati gratuitamente alla nostra community..

Loading

6 commenti su “Ma è vero che il caffè fa alzare i livelli di colesterolo?”

  1. giovanni Nocentini

    Buonasera. Dopo aver ascoltato la lucida esposizione del Prof. Cimminiello, da consumatore di almeno 5 tazzine di caffè espresso e non, al giorno, vorrei fare una considerazione. Dato per scontato che i miei livelli di colesterolo sono sicuramente in rapporto con altri consumi alimentari anche più appaganti di una tazzina di caffè, dovrò controllare la mia condotta diminuendo i grassi e magari prendendo una statina tutte le sere. Ma mi ha colpito che sia stata menzionata la extrasistolia solo di sfuggita come effetto collaterale noto il quale potrebbe rappresentare un vero impedimento ad un consumo eccessivo di caffè. Grazie per l’ospitalità. Giovanni Nocentini

    1. Claudio Cimminiello

      Grazie per i complimento e per la “fedelta” ad HeartZone. Per quanto riguarda caffè e colesterolo, mettiamola così: se non riuscissi a raggiungere il mio target lipidico nonostante una statina, aumenterei gli sforzi per controllare meglio l’alimentazione e magari anche il numero di caffè. Diversamente…Beh,la riduzione del caffè non mi pare il primo provvedimento da adottare. Circa extrasistolia e caffè, prometto che ce ne occuperemo in un prossimo video.

  2. EUGENIO BUCHERINI

    Claudio,
    non ritrovo nella home un tuo intervento sul colesterolo HDL, dove la curva riprodotta ci suggerisce che un livello troppo alto presenta rischi come il troppo basso. Ma la domanda che ti faccio è un’altra. Conosciamo bene gli obiettivi del colesterolo LDL, meno bene i livelli del non HDL. Semplice sottrazione dal totale o formula più specifica per il calcolo? Grazie ancora e come sempre per la tua chiarezza espositiva.

    1. Claudio Cimminiello

      Caro Eugenio
      Prima di tutto fammi dire che rileggerti in questo forum mi fa (sempre) piacere. Quello che dici è, come sempre, vero. Il colesterolo non-HDL è una misura che otteniamo per sottrazione e che dovrebbe darci un’idea della quantità del colesterolo “aterogeno” totale. In realtà questa misura è più accurata se eseguita con ApoB. Paradossalmente uno stesso valore di colesterolo non-HDL in due soggetti diversi potrebbe riferirsi ad una diversa composizione in termini di lipoproteine aterogene. La stima di ApoB è più accurata.

Lascia un commento