I risultati di tre grandi studi di prevenzione primaria cardiovascolare con ASA hanno confermato il modesto beneficio del farmaco a fronte di un rischio emorragico aumentato. Ilbilancio sostanzialmente neutro ha spinto gli estensori delle LLGG a non raccomandare più questo tipo prevenzione, ma qualche problema esiste ancora….
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Grazie per la puntualizzazione e la chiarezza espositiva sempre presente. Ma nella riflessione quel beneficio dell’ASA è presente solo nella coorte dei pazienti più anziani, sopra i 70 anni? E’ spontanea una riflessione, fra l’altro già affrontata in questo sito nei primi video, le dosi ridotte tipo il 50 mg die, sono sempre sconsigliate per mancanza di efficacia e permanenza di rischio di bleeding immodificato? Grazie ancora!
Caro Eugenio
Grazie per la costante fedeltà al sito ed ai suoi contenuti. Il maggior rischio dei soggetti che sospendevano ASA in prevenzione primaria descritto da Campbell qualche mese fa certamente si riferisce ad una larga percentuale di anziani poiché lo studio ASPREE, che costituisce uno dei due trial metanalizzati, era effettuato negli anziani con più di 70 anni. Eppure sia le LLGG sia i risultati dello stesso ASPREE scoraggiano l’uso del farmaco nei soggetti oltre i 60 (e a maggior ragione oltre i 70). Non dimentichiamo che questa metanalisi che presento deve essere letta con cautela e non può rappresentare nulla più che un elemento di riflessione. Circa la dose di 50 mg mi rifaccio alla ATT Collaboration del 2002 che non trovava significative differenze di efficacia tra le dosi di ASA ma riferisce che al di sotto di 75 mg/die l’efficacia mostrerebbe un trend di minor effetto. Anche qui: non ci sono certezze!