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Una bassa dose di apixaban per la profilassi prolungata del TEV provocato? Qualche distinguo

Nello studio Hi-PRO il trattamento protratto di pazienti con TEV provocato con apixaban a dose ridotta ha ridotto il rischio di TEV, rivelatosi elevato in placebo (10%) senza un aumento delle emorragie maggiori. Le emorragie NMCR sono aumentate nel braccio apixaban.

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2 commenti su “Una bassa dose di apixaban per la profilassi prolungata del TEV provocato? Qualche distinguo”

  1. giovanni Nocentini

    Buonasera. Intervengo, spero a proposito, per far notare che insieme alle MICI non si è fatto menzione della possibilità di un concomitante tumore che, come sappiamo ha la capacita di attivare il Fattore Tissutale e quindi la cascata coagulativa. In questo caso forse il dosaggio di Eliquis dovrà essere aumentato? Grazie

    1. Claudio Cimminiello

      Caro Giovanni
      Ti ringrazio per il fattivo contributo alla discussione che è indispensabile per un sito come HeartZone. Ti chiedo di continuare ad intervenire con il tuo consueto garbo e la pertinenza dei tuoi commenti. Nel caso dello studio HI-PRO il messaggio è proprio quello della necessità di individualizzare la terapia sulla base dello specifico paziente che si ha di fronte. I pazienti neoplastici erano esclusi dallo studio che ho presentato, ma alcune settimane fa abbiamo parlato dello studio API-CAT nel quale la bassa dose di apixaban ha funzionato bene anche nel trattamento prolungato del TEV secondario a cancro (dopo i primi sei mesi a dose piena).

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