I nutraceutici e gli integratori stanno conoscendo un successo commerciale considerevole e che si stima possa ulteriormente crescere. A fronte di questo il recente aggiornamento delle LLGG ESC sulla gestione delle anomalie lipidiche ha drasticamente ridimensionato il loro ruolo.
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Molto utile per confermare quanto noto.
E’ possibile valutare l’eventuale incidenza di fattori commerciali ( guadagni delle varie Aziende ) sui dati relativi ai risultati dell’uso sia dei farmaci ipolipemizzanti che dei nutraceutici nel modificare fattori di rischio in questo ambito ? ( ovviamente senza alcun intento polemico,ma sempre più spesso i Pazienti ci fanno domande di questo genere ) ?
Grazie per l’attenzione.
Cordiali saluti.
Fulvio Mossino
Caro collega Mossino
Prima di tutto ti ringrazio per i tuoi commenti.
Ti “giro” la risposta della dr.ssa Bertoletti:
“Gli studi pubblicati su riviste indicizzate e frutto di lavori scientifici seri, non risentono in genere di tale influenza, laddove peraltro da parte delle aziende produttrici di nutraceutici si può verificare l’eventuale spinta ad “aumentarne il valore”, non certo l’opposto…”
Aggiungo, da parte mia, che non condivido gli atteggiamenti “negazionisti” a priori (tipo alcune trasmissione TV) sul colesterolo. Oggi – e da anni – accanto agli effetti sui livelli lipidici, ai farmaci è richiesto di ridurre gli eventi. E gli studi che valutano questo sono molto rigorosi.