La prevenzione secondaria del paziente con Sindrome Coronarica Cronica si avvale, in aggiunta alle terapie cardine standard (antipiastrinici e statine), raccomandate dalle lineeguida con il massimo grado, di una molteplicità di trattamenti che, pur se supportati dall’evidenza, godono di raccomandazioni meno cogenti. Il professor De Servi passa in rassegna tutte queste opzioni partendo da un caso clinico e dalle opinioni di cardiologi che hanno risposto ad una survey.
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Buonasera concordo sulla scelta di aspirina oltre che per la documentata efficacia anche per la tranquillita in caso di urgenze chirurgiche rispetto a clopidogrel che ha emivita lunga. Per quanto riguarda le Glifozine mi capita di leggere sempre piu spesso del loro impatto sicuramente positivo nel prevenire morbilita e mortalita cardiovascolare, penso che se ci sono evidenze scientifiche sulla efficacia di queste molecole, anche in assenza di Diabete questi farmaci dovrebbero essere prescritti a carico del Sistema Sanitario. Inoltre da qualche mese la Obesita viene considerata un malattia per la cui terapia finora non esistevano farmaci.
Grazie Giovanni Nocentini
Carissimo Nocentini,
Grazie per il tuo intervento. La mono terapia con ASA è largamente preferita, in Italia, rispetto a quella con clopidogrel per i pazienti con CCS. Vedremo se in futuro, in relazione agli studi riportati (non in pazienti caucasici) ed alle metanalisi, cambierà qualcosa. Gliflozine e incretino-mimetici hanno mostrato efficacia non solo nei diabetici. Ma mentre le prime sono disponibili per il trattamento dell’insufficienza cardiaca in tutti i pazienti, i GLP1 ra – che pure presentano vantaggi (cardiovascolari e non solo) anche nei non diabetici – non sono rimborsati all’infuori del diabete.