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Infiammazione e scompenso cardiaco: se ne torna a parlare

Il recente studio POSEIDON ha mostrato che i valori di PCR ad elevata sensibilità sono elevati in circa il 40% dei pazienti con insufficienza cardiaca sintomatica e ciò indipendentemente dal fenotipo, se con FE preservata, ridotta o moderatamente ridotta. Questo apre alla prospettiva di trattamenti anti-infiammatori anche in questo setting clinico.

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2 commenti su “Infiammazione e scompenso cardiaco: se ne torna a parlare”

    1. Claudio Cimminiello

      Grazie Eugenio per i tuoi commenti. Direi che per lo scompenso al momento non abbiamo molto sul versante “terapia antinfiammatoria”.
      Colchicina non ha l’indicazione nello scompenso (sono in corso gli studi). La promessa delle statine non è stata mantenuta negli studi CORONA e GISSI scompenso. Per i GLP-1RA sappiamo che possono funzionare nello scompenso a FE preservata ma non in quello a FE ridotta e usarli per il loro effetto antinfiammatorio mi sembra…”prematuro”.
      Dobbiamo attendere gli studi in corso…se son rose..

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