Nei pazienti neoplastici terminali in terapia palliativa, la terapia ottimizzata per l’insufficienza cardiaca non ne migliora la capacità di accudire sé stessi. La terapia antitrombotica in atto quando i pazienti oncologici vengono dichiarati terminali viene interrotta in una minoranza dei casi ma non ha impatto favorevole sulla sopravvivenza e gli episodi trombotici ed emorragici ne sono condizionati in maniera poco rilevante.
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