Lo studio Ez PAVE che ha confrontato una strategia di raggiungimento di goal lipidico < 70 mg/l ed una mirata a raggiungere un goal < 55 mg/dl in prevenzione secondaria. Il raggiungimento di un LDL-c inferiore a 55 mg/dL ha comportato un rischio inferiore di eventi cardiovascolari a 3 anni rispetto al raggiungimento di un livello inferiore a 70 mg/dL. Le due strategie sono parimenti sicure.
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Buongiorno
ho visto il video del dr Cimminiello sullo studio Ez PAVE. Leggendo altri resoconti sullo studio ho trovato molto interessante quello di Medscape che sottolinea come il positivo risultato a favore del braccio “intensa riduzione” sia trascinato dalla rivascolarizzazione, cioè da un end point abbastanza “leggero”. La differenza nei valori di colesterolo LDL tra i due bracci a confronto è solo di 10 mg/dl. Come può una differenza così piccola giustificare un risultato così “forte”?
Caro Aldo
Innanzi tutto grazie per aver seguito il video sullo studio Ez PAVE. Gli argomenti del dottor Mandrola che scrive su Medscape sono spesso arguti e pertinenti. Stavolta cita la rivascolarizzazione con end point “leggero” ma tra gli end point figura anche un composito di morte cardiovascolare, infarto e ictus ed anche questo è ridotto in maniera marcata e significativa. Circa la differenza di valore mediano complessiva di LDL-c tra i due bracci, sì, è modesta e forse questo ci può suggerire che non solo la differenza mediana di LDL-c l’unico parametro da tenere d’occhio.