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Quando il diavolo ci mette la coda: Spironolattone nello scompenso cardiaco a frazione di eiezione preservata: lo studio SPIRIT-HF

Lo studio SPIRIT HF intendeva valutare efficacia e sicurezza di spironolattone nel modello clinico dello scompenso pEF. La pandemia COVID ha rallentato l’arruolamento e sono stati reclutati solo 730 pazienti dei 1564 previsti. Nei pazienti arruolati l’END POINT Primario non è risultato differente al follow-up di 3 anni tra spironolattone e placebo. I ricoveri per tutte le cause sono risultati più frequenti in spironolattone.

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4 commenti su “Quando il diavolo ci mette la coda: Spironolattone nello scompenso cardiaco a frazione di eiezione preservata: lo studio SPIRIT-HF”

    1. Claudio Cimminiello

      Caro Giovanni
      La tua domanda non è fuori tema ma consente di chiarire meglio un punto importante relativo a tanti studi clinici. I valori soglia per l’ingresso (allo scopo di ridurre i falsi positivi) dipendono dal tipo di scompenso. Nello scompenso cronico, valori oltre 300 pg/mL consentono, in generale,l’ingresso nello studio (ma in alcuni studi sono stati impiegati anche valori più bassi, >125 pg/mL). Nello scompenso acuto i valori aumentano fino a 1000 pg/mL ed oltre. I valori di NT-proBNP dipendono dall’età e sono più elevati dopo i 75 anni. Crescono per la presenza di insufficienza renale e con l’obesità. Il paziente fibrillante mostra valori più elevati ed una soglia di oltre 600 pg/mL viene adottata spesso.

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