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La profilassi primaria nei pazienti a rischio molto elevato Il caso della stenosi carotidea e l’efficacia di evolocumab nello studio SLICE-CEA

Un trattamento di 6 mesi con evolocumab modifica significativamente le caratteristiche della placca carotidea legate all’evoluzione clinica sfavorevole

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2 commenti su “La profilassi primaria nei pazienti a rischio molto elevato Il caso della stenosi carotidea e l’efficacia di evolocumab nello studio SLICE-CEA”

  1. giovanni Nocentini

    Lo studio della placca carotidea con ECOCOLORDOPPLER che attendibilità ci offre visto che i Cardiologi su questo esame basano le loro scelte terapeutiche ricorrendo a statine ad alta intensità con ezetimibe al fine di raggiungere valori di LDL inferiori a 70 in prevenzione primaria? Penso che ricorrere alla RMN sia eccessivo e soprattutto non realizzabile su vasta scala. Grazie professore per le belle “lezioni” su Heart Zone.

    1. Claudio Cimminiello

      Prima di tutto, grazie per le belle parole di apprezzamento. Speriamo di continuare sempre allo stesso livello. Per quanto riguarda il tuo commento, sono perfettamente d’accordo con te che la RMN carotidea è improponibile per lo “screening” su larga scala dei pazienti ad alto rischio in prevenzione primaria. Nello studio VESALIUS-CV questi pazienti con documentata malattia aterosclerotica coronarica, cerebrovascolare o degli arti inferiori (e con livelli di LDL-c superiori a 90 mg/dl in terapia ipocolesterolemizzante ottimale), sono stati reclutati mediante l’ecocolordoppler che tu menzioni, mediante la TC coronarica o le altre metodiche di imaging comunemente in uso nella pratica. Sono soggetti indenni da infarto miocardico o ictus e quindi a rischio molto elevato ma ancora in “profilassi primaria”.

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