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Finerenone vs spironolattone nello scompenso cardiaco a FE preservata: un confronto ragionato

Finerenone, antagonista del recettore dei mineralcorticoidi non steroideo e spironolattone, MRA di prima generazione, sono stati testati nello scompenso cardiaco a FE preservata. I risultati degli studi sono chiari, ma alcuni aspetti lasciano spazio a riflessioni.

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4 commenti su “Finerenone vs spironolattone nello scompenso cardiaco a FE preservata: un confronto ragionato”

    1. Claudio Cimminiello

      Caro Nocentini
      Grazie per l’apprezzamento. Attualmente l’indicazione di Eplerenone è quella dello scompenso cardiaco con FE ridotta. Finerenone in Italia possiede la sola indicazione del trattamento della malattia renale cronica associata a diabete tipo 2. Presto si aggiungerà anche l’indicazione dello scompenso cardiaco. Tuttavia il trial FINEARTS-HF è stato effettuato in pazienti con scompenso cardiaco e FE preservata e questa sarà l’indicazione di Finerenone. Non è ipotizzabile, pertanto, passare – in questo paziente – da Eplerenone a Finerenone.

  1. EUGENIO BUCHERINI

    Ciao Claudio, grazie per il tuo approfondimento, sempre interessante. Un dubbio gli antagonisti dell’aldosterone non hanno una azione diretta sulla flogosi di basso grado ma solo indiretta agendo sul sistema regina angiotensina? …. sempre correlato alla flogosi di basso grado, se presente abbiamo differenze fra finerenone e spirinolattone? Grazie Eugenio

    1. Claudio Cimminiello

      Caro Eugenio
      Ti ringrazio peril tuo intervento e per il costante supporto alla piattaforma HeartZone. Circa la tua domanda, potrei articolare una risposta abbastanza complessa ma credo sia giusto riassumere dicendo che esistono studi di natura preclinica e molecolari che hanno sancito il più efficiente impatto di finerenone sui meccanismi dell’unfiammazione rispetto a spironolattone. Confronti esaustivi su questo punto, a livello clinico, non sono ancora disponibili.

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