Andexanet Alfa è un antidoto indicato nelle emorragie gravi da DOAC anti-FXa. Nello studio ANNEXA-1 è stato impiegato con beneficio nelle emorragie intracraniche in confronto alla terapia standard.
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Sempre molto interessante, sinceramente non conoscevo l’argomento “antidoto” farmaci DOAC. Ma nei 30 giorni di follow-up, diciamo nella seconda quindicina, nessuna somministrazione di Eparina a bassa dose?
Caro Franco
Colgo l’occasione per salutarti e ringraziarti. La tua domanda è molto appropriata. I pazienti dello studio ANNEXA-4 (il precedente studio clinico, prima di questo che discutiamo) riprendevano tempestivamente la terapia con DOAC. Alcuni ricevevano una profilassi eparinica e dei casi di trombosi si verificavano durante tale profilassi. Nessun caso in corso di DOAC se ripresi. Purtroppo non abbiamo (ancora) informazioni sui pazienti di questo studio ANNEXA-1.
Siamo davanti ad un fatto grave: questo studio, accettato da New England Journal of Medicine, che viene interrotto precocemente per presunto beneficio dove ci sono più morti, più infarti e più stroke nel gruppo sperimentale che sarebbe quello manifestamente superiore. Incredibile! E tutto questo a fronte di un vantaggio nella misurazione dell’ematoma con un software o in base ad un punteggio di funzione neurologica. Attendo risposta.
Ridurre significativamente le conseguenze di un ictus emorragico è un risultato cui aspira ogni medico. Quindi ben venga il farmaco in grado di ridurre tale evento. Andexanet avrebbe centrato l’obiettivo tanto che lo studio è stato interrotto ante-tempo per “manifesta superiorità”. Peccato gli eventi trombotici quali ictus ischemico e infarto miocardico, siano stati significativamente superiori nei trattati vs controlli. Significatività che sarebbe ancor più eclatante se per correttezza nel calcolo fosse stata inclusa la mortalità già di per se al limite della significatività (P = 0.51).
Pertanto ritengo negativi i risultati di andexanet per via dello sfavorevole rapporto rischio/beneficio; e sono assolutamente d’accordo con quanto scritto da Aldo Chiari. Mi meravigliano inoltre le conclusioni del NEJM, che ad una rapida lettura sembrano quasi favorevoli o neutrali nei confronti dell’uso del nuovo farmaco.
Ci sono dati comparativi nelle complicanze emorragiche da dabigatran trattate con idaracizumab per quanto attiene a complicanze tromboemboliche e mortalita posttrattamento con antagonista?
Grazie, saluto
Carissimo dr Stella
Grazie per il suo commento. Nello studio REVERSE-AD con idarucizumab, la frequenza di eventi trombotici a 30 giorni nei trattati con l’antidoto era del 5%. 3 dei 24 casi totali erano fatali (il 12.5%).
Per Andexanet alfa, nello studio ANNEXA-4, il rischio di eventi trombotici a 30 giorni era del 10.4%. Non sono stati forniti – nel report finale dell’ANNEXA-4 – i dati relativi a quanti di questi eventi fossero stati fatali.