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Si può sospendere l’anticoagulante dopo ablazione della FA? I risultati dello studio ALONE-AF

Nello studio ALONE AF, un RCT che ha coinvolto
840 pazienti senza recidiva di FA dopo ablazione, l’interruzione della terapia anticoagulante ha ridotto
il rischio di ictus, embolia sistemica e sanguinamento maggiore rispetto alla continuazione della terapia anticoagulante orale.

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19 commenti su “Si può sospendere l’anticoagulante dopo ablazione della FA? I risultati dello studio ALONE-AF”

        1. Claudio Cimminiello

          Grazie per il tuo commento che è in larga misura condivisibile. I pazienti dello studio erano rimasti indenni da recidive dopo l’ablazione per circa un anno. Nei soggetti con basso Chads-Vasc (fino a 2) il rischio tromboembolico SENZA anticoagulazione potrebbe essere basso.

            1. Claudio Cimminiello

              Grazie del commento che è sicuramente appropriato. La scelta di fissare a >=2 – per le donne – il limite per la sospensione (o meno) della terapia nello studio ALONE-AF è probabilmente un po’ forzato. Gli studi osservazionali hanno mostrato il vantaggio della continuazione per livelli di CHADS (e non di CHADS2-VASc) di almeno 3. Un livello di CHADS2-VASc maggiore di 2 avrebbe consentito l’arruolamento del vero rischio intermedio che è quello che si voleva studiare.

      1. Claudio Cimminiello

        Grazie per l’intervento. Nello studio ALONE-AF la terapia anticoagulante veniva interrotta dopo che per 12 mesi dalla procedura di ablazione il paziente era rimasto libero da FA.
        Il tema dell’interruzione della terapia antitrombotica dopo chiusura dell’auricola è molto dibattuto e incerto. I due approcci più praticati sono quelli di un breve periodo di anticoagulazione orale (45 giorni) seguiti da doppia antiaggregazione fino al 6’ mese e poi monoterapia antiaggregante a tempo indefinito. In alternativa, DAPT per i primi mesi e poi terapia con solo ASA. In alternativa a questi schemi sono state proposte diverse varianti. Una terapia codificata non esiste.

    1. MAURO TURRIN

      Una domanda pratica. Donna di 67 anni con CHADS-VA 2, senza recidive aritmiche nel follow-up a 4 mesi dopo crioablazione per FANV parossistica non tachicardica, atrio sx con dimensione nei limiti, provvista di smart device. Per quanto tempo dovrà proseguire il DOAC? 6 mesi, un anno, fino alle nuove linee guida ESC oppure long-life?
      Grazie

      1. Claudio Cimminiello

        Grazie per l’intervento. Vediamo se ho capito: è una donna con CHADS2-VA di 2 e quindi il suo CHADS2 -VASc sarebbe 3. Secondo LLGG questa donna deve continuare l’anticoagulazione. Gli studi in cantiere ci diranno se si può interrompere in assenza di recidiva (dopo 1 anni).

      1. Claudio Cimminiello

        Caro Eugenio. Come sempre sei di grande supporto per mantenere viva la discussione in questo forum. Non so se dipenda dall’etnia dei pazienti, ma quello che appare evidente è il tasso di eventi davvero molto basso registrato nello studio! 1 evento primario nel gruppo che interrompeva l’anticoagulante rispetto a 8 in quanti lo continuavano. In una popolazione in studio di più di 800 pazienti, mi sembrano numeri molto piccoli per assegnare a questi risultati la definizione di “ultima parola” sull’argomento.

    2. EUGENIO BUCHERINI

      Caro Claudio,
      approfitto della risposta datatami quasi in tempo reale alla mia domanda per chiederti, se è cambiato qualcosa nel portale . Ho notato che nell’ultimo mese vi è stato un certo “rallentamento” nella attività svolta da HeartZone e nelle modalità di pubblicazioni a commenti di articoli etc… E’ cambiato qualcosa? Dispiace veramente se vi sono cambiamenti. E’ un portale molto interessante e formativo per come pensato, sia per il sottoscritto che per colleghi a me vicino. Ti sono sempre molto grato nella speranza che il format iniziale possa rimanere lo stesso, senza stravolgimenti. Sarebbe triste perchè non più consultabile con le modalità apprezzate nei mesi precedenti. La sua forza è nella originalità del prodotto. Spero non debba asservire, come altri portali, ad attività commerciali dirette ed indirette. Me lo auguro, scusami ancora della franchezza, cordialmente Dott. Eugenio Bucherini

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