Colchicina a basso dosaggio riduce significativamente il rischio residuo infiammatorio dei pazienti con malattia coronarica.
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Video molto esaustivo. Complimenti!
Molto interessante. Ma credo che il suo impiego in Italia non sia ancora routinario nella CAD come lo sono
beta bloccanti – ASA – statine
Per me, lo confesso, una novità. Non ne ero a conoscenza. Vedremo se entrerà nella comune pratica clinica. Sempre complimenti al relatore
Argomento per me nuovo. Sempre accattivante il relatore (oltre che preparato)
Interessante
Occorre considerare in cronico l interazione con le statine e negli anziani la possibile presenza di insufficienza renale.
Grazie al collega Pezzano per il suo commento appropriato. Negli studi COLCOT e LODOCO2 quasi tutti i pazienti assumeevano statine. In un’analisi a posteriori del LODOCO2 proprio sull’argomento emerge che la co-somministrazione di statine nei pazienti senza insufficienza renale è sicura. Il limite fissato da US FDA per l’assunzione di colchicina nei pazienti CAD è un filtrato di almeno 15 ml/min. Il mio parere è che nei pazienti con malattia renale cronica con statina in corso non penserei a colchicina se GFR inferiore a 30 ml/min.
Sarebbe interessante confrontare nella profilassi secondaria di eventi di pazienti con CAD, la colchicina da sola verso ASA da solo verso la coppia ASA + colchicina
Grazie per il commento. L’idea è molto buona e da tempo chiedo agli autori dei due studi, COLCOT e LODOCO2, di eseguire una metanalisi che confronti efficacia e sicurezza dei due trattamenti ASA (si pensi che nel COLCOT il gruppo placebo assumeva ASA nel 99% dei casi) e colchicina. Si deve comunque tener conto che in entrambi i gruppi ASA era assunto da oltre il 90% dei pazienti e quindi il risultato sostanziale di tale confronto è già compreso nei risultati dei due trial.
I laboratori che dosano la hsPCR dovrebbero abituarsi a dare come normali livelli < 2 mg/l anzichè 5 mg/l come abitualmente fanno.
Caro Renzo
Credo che la tua corretta osservazione andrebbe estesa. Anche i limiti di normalità dei parametri lipidici andrebbero riconsiderati completamente. Fissando limiti più consoni alle recenti evidenze. Con il prendere piede dello studio dell’infiammazione sistemica nelle malattie cardiovascolari, quanto dici è destinato a diventare una priorità.