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Siamo pronti per Colchicina nel cardiovascolare?

Colchicina a basso dosaggio riduce significativamente il rischio residuo infiammatorio dei pazienti con malattia coronarica.

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10 commenti su “Siamo pronti per Colchicina nel cardiovascolare?”

    1. Claudio Cimminiello

      Grazie al collega Pezzano per il suo commento appropriato. Negli studi COLCOT e LODOCO2 quasi tutti i pazienti assumeevano statine. In un’analisi a posteriori del LODOCO2 proprio sull’argomento emerge che la co-somministrazione di statine nei pazienti senza insufficienza renale è sicura. Il limite fissato da US FDA per l’assunzione di colchicina nei pazienti CAD è un filtrato di almeno 15 ml/min. Il mio parere è che nei pazienti con malattia renale cronica con statina in corso non penserei a colchicina se GFR inferiore a 30 ml/min.

    1. Claudio Cimminiello

      Grazie per il commento. L’idea è molto buona e da tempo chiedo agli autori dei due studi, COLCOT e LODOCO2, di eseguire una metanalisi che confronti efficacia e sicurezza dei due trattamenti ASA (si pensi che nel COLCOT il gruppo placebo assumeva ASA nel 99% dei casi) e colchicina. Si deve comunque tener conto che in entrambi i gruppi ASA era assunto da oltre il 90% dei pazienti e quindi il risultato sostanziale di tale confronto è già compreso nei risultati dei due trial.

    1. Claudio Cimminiello

      Caro Renzo
      Credo che la tua corretta osservazione andrebbe estesa. Anche i limiti di normalità dei parametri lipidici andrebbero riconsiderati completamente. Fissando limiti più consoni alle recenti evidenze. Con il prendere piede dello studio dell’infiammazione sistemica nelle malattie cardiovascolari, quanto dici è destinato a diventare una priorità.

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